C’è veramente qualcuno lassù?
Sono nato a Campobasso nel 1961 da una famiglia non benestante. Ho vissuto fino a diciotto anni con mia madre, due sorelle e un fratello. Mio padre emigrò in Belgio quando avevo due anni e veniva a trovarci per le ferie ogni anno nel mese di agosto. Crescere con un solo genitore e con pochissime possibilità economiche, produceva in me una sete di successo e di ricerca di benessere tali da indurmi a fuggire da quella condizione in ogni modo possibile.
All’età di dieci anni, grazie all’aiuto di mio fratello che mi diede le prime lezioni, imparai a suonare la chitarra e nel giro di qualche anno facevo già parte di un gruppo di musica leggera locale. In poco tempo, passando da un gruppo all’altro arrivai a suonare con artisti famosi dello spettacolo.
All’età di ventidue anni mi sposai e subito dopo il sogno di diventare un uomo di successo sembrava essersi realizzato. Conobbi, infatti, un impresario che mi diede la possibilità di aprire un’agenzia teatrale e di gestire alcuni spettacoli con artisti famosi. Pensavo proprio di avercela fatta, avevo raggiunto il mio scopo, ero un uomo circondato da persone, da attenzioni, da beni materiali, avevo sempre di più ciò che volevo: il successo.
Tutto era semplicemente meraviglioso. Ma in realtà ogni medaglia ha il suo rovescio, e dietro quella bella facciata vi erano vizi, falsità, interessi, tradimenti. Non ci misi molto a lasciarmi andare. Ben presto lasciai mia moglie per vivere con un'altra donna, in un'altra città, lontano dalle mie due figlie, e come se non bastasse cominciai a perdere i miei amici, la mia posizione, i miei soldi.
Finii nelle mani di due usurai ritrovandomi di lì a poco impelagato in un vortice di interessi che mi trascinava sempre più giù e il senso di colpa che provavo per aver lasciato mia moglie era pesantissimo, così un giorno mollai tutto e tornai a casa. Qualcosa dentro di me si era spento, il sogno per cui avevo vissuto fino ad allora era svanito, e la realtà era ancora peggiore perchè gli usurai si fecero vedere molto presto minacciando di morte la mia famiglia. Ero disperato, non avevo soldi né lavoro, come avrei potuto pagare quelle cifre enormi? Mi chiusi in un silenzio tombale, vagavo per casa come un fantasma.
Un giorno cominciai a sentire delle voci che mi assillavano dicendo: “ falla finita, sei un fallito, come uomo, come marito e come padre”. Il tormento era tale che una sera preparai ogni cosa per farla finita. Ero seduto da solo in cucina di fronte a me un piccolo televisore acceso, con gli occhi persi nel vuoto e i pensieri che vagavano fino a tornare indietro alla mia infanzia. Vedevo un bambino ingenuo che serviva messa come chierichetto nella piccola parrocchia del mio quartiere. Sì proprio io, un bravo ragazzo. Ma dove era ora quel bambino? Sarei voluto tornare indietro nel tempo per rifare tutto daccapo, invece di lì a poco il mio cuore avrebbe cessato di battere. Non era possibile che non ci fosse una soluzione, ma cosa potevo fare? Quel Dio del quale avevo sentito tanto parlare dalla bocca di mia madre e che avevo servito quando ero bambino avrebbe potuto aiutarmi?
Ma c’èra veramente qualcuno lassù? Mentre questi pensieri affollavano la mia mente sentii dentro di me un grido che salì dal mio petto, arrivò fino in gola, poi sulle labbra e finalmente urlai: “Dio se ci sei, aiutami non lasciarmi morire così”. Per rabbia presi il telecomando, lo scaraventai lontano e accidentalmente urtò contro il televisore sintonizzandolo su di un canale che in quel momento stava trasmettendo uno spot pubblicitario. In questo spot, un calciatore molto famoso in quegli anni, di nome Amarildo, rivolgeva un appello a telespettatori stanchi della vita, depressi e sull’orlo del suicidio, testimoniando di come lui ed altri personaggi famosi fossero usciti da una condizione simile grazie ad un rapporto personale con Gesù Cristo. Questa ed altre testimonianze erano raccolte in un libro dal titolo FORZA PER VIVERE distribuito gratuitamente. Mi fermai per un attimo e pensai se tutto ciò non fosse una semplice coincidenza. E se non lo fosse stata?
Telefonai per ordinare una copia di quel libro. Il giorno in cui arrivò, c’era la neve e faceva molto freddo, entrai nella mia camera, chiusi la porta, mi sedei sul letto e cominciai a leggere. Fui subito colpito dalle diverse storie di personaggi famosi, attori, calciatori, cantanti che avevano vissuto storie dolorose, alcune simili alla mia e tutte avevano qualcosa in comune, il finale. Ognuno di loro ad un certo punto della propria vita in modi, tempi e luoghi diversi aveva avuto un contatto con Dio attraverso un rapporto personale con Gesù Cristo, e questo era stato per ognuno di loro l’inizio di una nuova vita. Io fin da piccolo avevo sempre immaginato Dio come un vecchio uomo con lo sguardo austero, con la barba lunga, pronto a punirmi per ogni mio errore, ed io di sbagli ne avevo fatti tanti! Continuando a leggere però compresi che l’immagine che avevo di Dio era falsa: Dio mi amava, ed aveva mandato Gesù nel mondo per dare la sua vita in cambio dei miei peccati. Così solo se avessi creduto, avrei fatto la pace con Dio. Egli mi avrebbe guidato in questa vita terrena per venire fuori dai guai nei quali mi ero cacciato, e infine avrebbe dato un senso alla mia vita. Quando finii di leggere, mi resi conto che avevo due possibilità: credere o non credere.
Nella vita avevo sempre dovuto pagare un prezzo per qualsiasi cosa volessi o mi servisse, ma ciò che avevo appena letto (compreso il libro stesso) mi veniva offerto gratuitamente. Sembrava una pazzia accettare tutto questo, ma sentivo qualcosa dentro di me che mi spinse a pronunciare queste parole: “Signore Gesù ho bisogno di te. Mi rendo conto che finora nella mia vita ho voluto fare di testa mia e ho peccato contro di te. Ti prego di venire nella mia vita come Signore e Salvatore. Grazie per essere morto per i miei peccati e per avermi dato la vita eterna. Prendi il controllo della mia vita e rendimi come tu vuoi che io sia”. Nel pronunciare queste parole un forte calore mi avvolse completamente, provai una sensazione difficile da descrivere, era un insieme di diverse sensazioni, come ad esempio il dispiacere e il senso di vergogna per tutto il male che avevo fatto alla mia famiglia e allo stesso tempo l’amore che Dio nutriva per me, e ancora il senso di gratitudine nei confronti di Gesù che aveva dato la sua vita per un peccatore indegno come me. Fu come se un velo fosse stato rimosso dai miei occhi, una pace incredibile ed un senso di sollievo mi avvolgevano. Uscendo dalla stanza incrociai lo sguardo di mia moglie che mi fissò dicendo che avevo qualcosa di strano nel mio viso, che nei miei occhi c’era come una luce. Corsi a guardarmi allo specchio ma non vidi una luce, vidi invece un volto sereno che non sembrava affatto quello di un uomo braccato dagli usurai. Il giorno successivo comprai una Bibbia e cominciai a leggerla, presi un quaderno e vi annotai i miei bisogni: il problema degli usurai, quello di trovare un nuovo lavoro, riconciliarmi con mia moglie…
Ogni giorno parlavo con Dio nella mia cameretta. Il risultato? Semplicemente straordinario. Nel giro di pochi giorni sentii un senso di repulsione per l’alcool e il fumo, così smisi di bere e fumare, trovai un nuovo lavoro, affrontai con coraggio i due usurai dicendo loro che avrei potuto restituire solo il capitale. Uno accettò, mentre l’altro mi minacciò di morte. Alcuni giorni dopo ricevetti una telefonata nella quale appresi che il secondo usuraio al quale dovevo gli interessi maggiori era morto in seguito ad un incidente. Il rapporto con mia moglie gradualmente migliorò fino a che le ferite si risanarono del tutto. In seguito il Signore ci ha benedetti con altri tre figli e tutti insieme oggi viviamo in pace ma soprattutto viviamo la presenza costante di Dio nella nostra vita. Perfino i miei genitori anziani vedendo il mio cambiamento desiderarono affidare la loro vita nelle mani di Dio. Il segreto del successo delle mie azioni stava nel fatto che mentre prima ero io a decidere cosa fosse meglio per me, ora prima di qualunque azione consultavo Dio nella mia cameretta segreta, sottoponevo le mie idee e la mia volontà alla sua ottenendo il meglio per me.
Questo è ciò che significa avere un rapporto personale con Dio.